Come si fa trading sugli indici?

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Come fare trading sugli indici online

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Probabilmente avrai sentito parlare di alcuni indici come il FTSE 100, lo S&P 500, il Dow Jones o il DAX 30 nei notiziari o sui giornali. Indici come questi sono diventati sempre più parti del linguaggio comune nel mondo del trading e degli investimenti e anche a buon diritto, dal momento che sono sempre più popolari.

Un indice replica e misura un certo paniere di azioni correlate e viene utilizzato per valutare l’andamento di un settore, di una regione e dell’economia di un paese. Ad esempio, tra gli indici maggiori troviamo il DAX 30 di Francoforte, che misura l’andamento delle prime 30 aziende tedesche, mentre l’indice NASDAQ 100 misura l’andamento di un gruppo di aziende americane principalmente afferenti al settore tecnologico.

Con migliaia di azioni a disposizione di diverse borse valori a livello globale, gli indici rappresentano un modo efficiente per replicare in modo affidabile e misurare l’andamento generale del mercato e il relativo sentiment, ma come funzionano nello specifico?

Come funzionano gli indici?

In generale, l’aumento o calo del valore di un indice azionario è un’indicazione dell’andamento complessivo di tutte le azioni incluse in tale indice. Tuttavia, il movimento del valore dell’indice non è un’indicazione del fatto che tutte le azioni afferenti all’indice stiano crescendo o calando allo stesso tempo. Il valore di un indice è una media e indipendentemente dal fatto che tale valore possa aumentare, alcune azioni singole potrebbero aumenta di valore così come calare. Questa particolarità degli indici ci porta ad interrogarci su una questione importante.

Quali sono i vantaggi del trading di indici?

Gli indici sono una buona alternativa ad altri mercati finanziari per diversi motivi. Uno dei principali vantaggi del trading di indici è che, a differenza del trading di singole azioni, con gli indici è possibile beneficiare della performance netta di una serie di azioni. Questo significa che se un’azienda fallisce, il valore di un indice può comunque salire, mentre se si detengono azioni di un’azienda che dichiara bancarotta, è probabile che si vada a perdere l’intero investimento. Gli indici forniscono una diversificazione istantanea del mercato azionario.

Inoltre, il trading di indici è relativamente meno volatile rispetto ad altri mercati finanziari, dal momento che nessuna azione individuale può causare oscillazioni estreme dei prezzi. Questo rende il movimento di prezzo degli indici molto più contenuti. Tuttavia, gli indici spesso rispecchiano gli effetti più ampi delle variazioni economiche e politiche, quindi offrono comunque una sufficiente volatilità ai trader per permettere di trovare possibili opportunità di trading profittevoli. Un altro vantaggio è che gli indici sono mercati affermati con una possibilità bassa di manipolare i prezzi.

Tuttavia, come per ogni mercato finanziario, gli indici hanno anche alcuni svantaggi. Alcuni indici sono meno liquidi di altri mercati. Questo significa che può essere più difficile negoziare alcuni indici e che questi siano soggetti a costi di negoziazione più elevati. Inoltre, nonostante alcuni trader operino fuori dall’orario normale di contrattazioni, il trading di indici è generalmente limitato agli orari di apertura di borsa. Pertanto, possono essere presenti più gap di mercato rispetto a mercati come il forex che operano essenzialmente h24.

Nonostante tali svantaggi, gli indici sono al centro dell’attenzione mediatica del mondo della finanza ed è presente un potenziale di guadagno. Questo significa che con una buona pianificazione e un lavoro rigoroso è possibile approfittare dei vari vantaggi e fare trading sugli indici con successo.

Come sono negoziati gli indici online?

Gli indici sono puramente nominali, quindi il solo modo per negoziarli è con l’ausilio di prodotti che replicano la loro performance. Alcuni prodotti, tra cui future ed ETF (exchange-traded funds), contratti per differenza (CFD) e fondi su indici. I CFD sono forse la forma più popolare per negoziare gli indici, a buon diritto. Questi strumenti finanziari consentono ai trader di speculare sui movimenti di prezzo degli indici senza possedere l’asset sottostante.

Perché fare trading con i CFD su indici?

Uno dei principali vantaggi del negoziare gli indici con i CFD è che, a differenza di quanto avviene con gli investimenti tradizionali, è possibile trarre un profitto sia dal calo che dall’aumento dei prezzi di mercato. Inoltre, i CFD offrono un vantaggio competitivo rispetto ad altri prodotti che si possono usare per negoziare gli indici.

Per esempio, a differenza dei future su indici, operando con i CFD non è presente alcuna data di scadenza. Questo significa che con i CFD è possibile scegliere di mantenere aperta la posizione oltre alcune date o fino a che non si arriva ad avere un certo margine di profitto. I future su indici includono elementi come interessi a termine che possono essere fonte di confusione.

Se si dispone di un conto di trading molto limitato, il trading di ETF non è flessibile come il trading di CFD. I CFD sono prodotti assoggettati a leva, quindi è possibile iniziare ad operare in marginazione, ovverosia impiegando solo una piccola frazione del controvalore dell’operazione. In parole semplici, i CFD su indici sono spesso più semplici da comprendere e negoziare rispetto ad altri prodotti.

Come si fa trading sugli indici con i CFD?

Nonostante i CFD siano strumenti finanziari complessi, un approccio corretto aumenterà le chance di avere successo nel mercato dei CFD su indici. L’approccio può essere diviso in diversi punti da seguire:

1. Impara il mercato

Come avviene per altri mercati, è importante comprendere come funzionano le cose. Se si ha un interesse verso i CFD su indici, è importante conoscere come funzionano i CFD e come funziona il trading su indici. Quando si guarda ai diversi aspetti del trading di indici, è importante tenere in considerazione i seguenti aspetti fondamentali.

Come vengono calcolati gli indici azionari

Prima di poter valutare la performance di un indice, è importante comprendere come viene calcolato il prezzo. Vengono usate diverse formule per determinare il prezzo degli indici, ma possono essere raggruppate in due categorie principali.

Indici ponderati per il valore di mercato

Gli indici ponderati per la capitalizzazione di mercato vengono calcolati sulla base della capitalizzazione totale delle aziende che lo compongono. La maggior parte degli indici globali vengono calcolati in questo modo, come ad esempio il FTSE 100 e il DAX 20. Una ponderazione per capitalizzazione di mercato implica che maggiore è il valore di mercato totale di un’azienda, maggiore sarà il suo impatto sul valore dell’indice.

Ad esempio, ammettiamo che il valore totale di tutte le azioni di un indice sia $100 milioni. Se la capitalizzazione di mercato dell’azienda A è di $3 milioni e la capitalizzazione di mercato per l’azienda B è di $10 milioni, l’azienda A verrà il 3% dell’indice, mentre l’azienda B varrà il 10%. Questo significa che l’azienda B avrà un impatto superiore su calcolo del valore dell’indice rispetto all’azienda A.

Con il sistema di ponderazione in base alla capitalizzazione di mercato, il peso di ogni azione viene calcolata come (prezzo dell’azione x numero di azioni) / capitalizzazione di mercato di tutte le azioni.

Indici ponderati in base al prezzo

Il valore di questi indici viene calcolato sulla base dei prezzi delle azioni delle aziende che costituiscono l’indice. In questo caso, l’azienda le cui azioni hanno un prezzo superiore avranno un maggiore impatto sull’indice rispetto ad azioni con un prezzo più basso. Ad esempio, un’azienda con un prezzo per azione di $2000 avrà 50 volte più influenza di un’azienda con un prezzo per azione di $40. L’indice Dow Jones Industrial Average e Nikkei 225 sono esempi di indici ponderati in base al prezzo.

Come vengono analizzati gli indici

Ogni indice è leggermente diverso dagli altri, quindi per ognuno, è importante studiare aspetti come orari di trading e ponderazione. È importante comprendere anche come vengono analizzati gli indici sotto il profilo tecnico e fondamentale. Con l’analisi tecnica è possibile studiare pattern e trend per identificare i livelli di supporto e resistenza, che fungono da indicatori affidabili dei target di prezzo e punti di inversioni futuri.

Con l’analisi fondamentale è possibile dare un’occhiata agli elementi che condizionano i prezzi delle azioni. Fattori come trimestrali e nuove regolamentazioni possono avere un impatto significativo su un indice. I dati economici possono influenzare a loro volta il valore di un indice.

Ad esempio, importanti pubblicazioni di dati sulla disoccupazione, dati sulla fiducia dei consumatori e rapporto sull’inflazione possono essere un importante driver del sentiment di mercato e condizionano la performance di un indice. Per questo motivo è importante identificare gli eventi di mercati che possono influenzare i movimenti di prezzo.

Correlazione tra gli indici e altri mercati

Dal momento che gli indici sono panieri formati da azioni individuali, ci sono alcune correlazioni importanti tra il valore degli indici e altri mercati correlati. Il mercato del forex è uno dei mercati correlati che può influenzare i movimenti di prezzo degli indici. Spesso è presente una forte relazione tra la forza relativa di un indice azionario domestico e la performance della valuta del paese interessato. Ad esempio, il valore dell’indice Dow Jones di Wall Street probabilmente influenzerà l’andamento del dollaro USA sui mercati valutari.

Il mercato azionario è legato al mercato degli indici e può influenzare i movimenti di prezzo degli indici. Ad esempio, lo S&P 500 replica la performance del mercato azionario USA, mentre il DAX 30 è un’unità di misura preziosa per il mercato azionario tedesco. Inoltre, grandi oscillazioni dei prezzi delle azioni in un particolare settore possono avere un effetto sui prezzi degli indici, in particolar modo se il settore interessato rappresenta una parte particolarmente elevata dell’indice sul quale si vuole operare.

Prima di iniziare a fare trading è importante comprendere gli elementi costitutivi dell’indice scelto e in che modo gli eventi sui mercati globali correlati possono influenzarli. Una comprensione del mercato sarà d’aiuto per cercare di evitare errori di trading che possono costare il successo sul mercato.

2. Trova un indice che fa al caso tuo

Prima di poter fare trading, è necessario scegliere un indice che si conosce bene. È importante comprendere come e perché si muove il prezzo dell’indice. All’inizio è possibile raffinare la ricerca di un indice utilizzando notizie di mercato e di ricerca per identificare opportunità di trading e la volatilità offerta di diversi indici.

3. Scegli una strategia

La migliore strategia per il trading con CFD sugli indici dipende da diversi fattori, inclusa propensione al rischio e periodo temporale di riferimento. Alcuni metodi comuni che è possibile usare includono:

Day trading su indici

Con il day trading puoi aprire e chiudere tutte le tue posizioni in giornata, con la durata di ogni operazione che, di norma, è compresa nell’arco di qualche ora.

Scalping su indici

Lo scalping è una strategia di trading di brevissimo termine che consente di aprire e chiudere operazioni nell’arco di pochi minuti. In altre parole, l’obiettivo è di generare piccoli profitti ma con un’elevata frequenza. Per generare profitti significativi si dovrà aprire un alto numero di operazione o fare trading con volumi elevati.

Swing trading

Lo swing trading avviene su periodi temporale più lungo che può andare da diversi giorni a settimane o anche mesi. A differenza del day trading o dello scalping, non è necessario monitorare la posizione costantemente quando si fa swing trading. Questo perché non ci si interessa di piccole oscillazioni giornaliere del prezzo e si segue il trend di più lungo termine.

4. Scelta di un valido broker

La qualità del broker scelto aumenta, in un certo senso, le chance di avere successo o di fallimento sul mercato. Di seguito sono riportate alcune delle qualità a cui prestare attenzione nella selezione di un broker.

  • Sicurezza. Un buon broker deve fornire un livello di sicurezza elevato per i fondi e un buon indicatore del livello di sicurezza è la regolamentazione.

  • Piattaforma di trading Gran parte della tua attività di trading avviene su una piattaforma. Il tuo broker deve fornire una piattaforma facile da usare e stabile che possa fornire tutti gli strumenti, le informazioni e le funzionalità di cui hai bisogno per fare trading correttamente.

  • Esecuzione. Il broker scelto deve fornire buone velocità di esecuzione. Ad esempio, in condizioni di mercato normali, il broker deve poter eseguire l’operazione al prezzo di mercato visualizzato quando si conferma la posizione, o almeno ad un prezzo molto prossimo al prezzo richiesto. La rapidità di esecuzione è particolarmente importante se si è scalper, dal momento che pochi pip di differenza del prezzo possono condizionare la redditività di un’operazione.

  • Costi transazionali. Ogni volta che si fa trading si deve pagare una commissione, quindi è importante cercare un broker che fornisca un servizio sicuro e affidabile con costi ragionevoli.

  • Facilità di deposito e prelievo. Un buon broker farà sì che il deposito e il prelievo di fondi non siano fonte di problemi.

  • Supporto. Seleziona un broker facilmente contattabile quando si verificano dei problemi.

5. Apri una posizione e fai trading

Una volta selezionato un broker, puoi aprire un conto demo e iniziare a fare trading in pochi passaggi.

Fase 1 | Decidi la direzione nella quale vuoi fare trading

Una volta che sei soddisfatto delle ricerche condotte e dell’analisi di mercato, dovrai decidere la direzione dell’operazione. In caso di rialzo di mercato, potrai aprire una posizione lunga (di acquisto), mentre se ritieni che il valore di un indice calerà potrai aprire una posizione corta (di vendita).

Fase 2 | Effettua la tua operazione

Quando effettui un’operazione, scegli una dimensione dell’operazione in linea con il tuo budget. È cruciale minimizzare anche le perdite e proteggersi da una volatilità inattesa utilizzando una solida strategia di gestione del rischio. I trend di mercato, infatti, non sono infallibili e il mercato può sempre andare nella direzione opposta a quella prevista. Non usare una leva eccessiva e utilizza strumenti come stop loss, ordini limiti e stop garantiti.

Fase 3 | Monitora e chiusi la posizione

Una volta aperta una posizione è buona norma monitorare i movimenti di mercato in tempo reale e riceve notifiche utili per prendere decisioni di trading migliori. È possibile chiudere una posizione automaticamente o manualmente aprendo la posizione in una direzione opposta a quella iniziale. La tua posizione verrà chiusa automaticamente una volta raggiunti i target definiti dagli ordini di stop loss o limite.

Esempio | Andare lunghi sullo S&P 500

Ammettiamo che lo S&P 500 sia attualmente scambiato a 2863.70 e che il broker utilizzato richieda un margine del 5%.

La ricerca condotta suggerisce che il sentiment di mercato è positivo verso lo S&P 500 e decidi quindi di acquistare due lotti con un valore dell’operazione di $5727.40. Dal momento che il broker necessita di solo il 5%, puoi aprire la posizione con soli $286.37. Nota: Una dimensione di un lotto permette di avere $1 di profitto o perdita per ogni punto di movimento del prezzo.

Se l’indice poi avanza a 3209.70 e la posizione viene chiusa, il profitto sarà di $692 ([3,209.70 – 2863.70] x $1 x 2). Questo è il profitto che si ottiene, al lordo dello spread addebitato dal broker per l’operazione. Viceversa, se il mercato si muove nella direzione contraria a quella prevista, per un numero uguale di punti, si genererà una perdita $692, che risulta essere decisamente superiore al margine di $286.77. Il motivo per cui è importante utilizzare la leva con cautela è appunto che la leva può ingrandire le perdite così come i guadagni.

È possibile fare trading sugli indici di tutto il mondo, ma alcuni risultano essere più facili da negoziare. Per aiutarti nella ricerca dei migliori indici da negoziare, riportiamo qui alcuni dei più popolari.

Il Dow Jones Industrial Average o US30, noto anche come Dow, replica l’andamento delle 30 aziende americane più grandi e più influenti afferenti a 9 settori. Si tratta di uno degli indici più riconoscibili e più vecchi al mondo, considerato come un indicatore del sentiment di rischio globale.

Lo SPX500, noto anche come S&P 500, è un altro indice rinomato in tutto il mondo. Include le prime 500 aziende americane ed è stato creato dalla società Standard & Poor’s. Questo indice ponderato in base alla capitalizzazione di mercato ha una forte correlazione con altri mercati, rendendola una scelta popolare tra i trader di indici.

Il NASDAQ è noto per rappresentare il settore tecnologico nel suo complesso. Nonostante l’indice includa diversi altri settori, quasi la metà delle azioni dell’indice afferiscono al settore tecnologico. Il NASDAQ è un indice ponderato per la capitalizzazione di mercato con oltre 2500 titoli quotati. Le azioni incluse nell’indice sono azioni ordinarie, azioni benchmark e trust di investimento immobiliari.

Indici azionari europei popolari

Gli indici azionari europei rappresentano una serie di aziende dell’area euro. Tra gli indici più popolari
nel panorama europeo troviamo il FTSE 100, il DAX 30, il CAC 40 e l’Euro Stoxx50.

Il FTSE 100, noto anche come UK 100, contiene alcune delle aziende più importanti di diritto britannico del settore energetico, minerario, del petrolio e gas, finanziario e farmaceutico. La cosa alquanto unica di questo indice è che non tutte le aziende quotate nell’indice hanno sede nel Regno Unito, ma vengono comunque negoziate alla borsa di Londra.

Il DAX 30, un indice azionario tedesco, include le 30 aziende più importanti della borsa di Francoforte per capitalizzazione di mercato. Il DAX è tra gli indici più negoziati in ragione della sua volatilità notevolmente superiore rispetto a quella degli altri indici.

Il CAC 40 è indice azionario francese simile al DAX 30, il cui valore è determinato dai prezzi delle 40 aziende più importanti per capitalizzazione di mercato quotate alla borsa di Parigi. Dal momento che la Francia è una delle principali economie europee, il CAC è ampiamente utilizzato per valutare lo stato dell’economia europea nel suo complesso.

Lo Stoxx 50 è l’indice azionario di Euronext che include le 50 più importanti aziende europee per capitalizzazione di mercato. L’indice viene considerato il “Dow Jones europeo” ed è una buona scelta se si vuole investire nell’economia dell’area euro nel suo complesso. Le azioni incluse in questo indice ponderato in base alla capitalizzazione di mercato vengono riviste ogni settembre.

Indici australiani e asiatici popolari

Nonostante siano meno popolari tra i trader britannici e americani a causa del fuso orario, i principali indici australiani
e asiatici offrono buone opportunità per i trader.

L’indice azionario Nikkei (Nikkei 225), noto anche come “Tokyo Stock Exchange Index” è l’indice azionario più importante della borsa valori giapponese ed un indicatore chiave dell’andamento dell’economia giapponese. Il Nikkei 225 è formato da 225 aziende e, dal momento che il Giappone, è un’economia orientata all’esportazione, questo indice ponderato in base al prezzo è fortemente correlato ai mercati azionari USA.

L’AUS 200, più conosciuto come ASX200, include 200 delle principali aziende australiane per capitalizzazione di mercato. Queste aziende rappresentano una fetta importante della capitalizzazione del mercato azionario australiano, quindi l’indice viene utilizzato per valutare lo stato del mercato australiano. L’ASX 200 è un indice ponderato in base alla capitalizzazione di mercato.

Trading online sugli indici

Con una solida conoscenza del trading con CFD su indici e con un impegno a continuare ad espandere le proprie conoscenze, potrai sviluppare le tue competenze di trading e aumentare le tue chance di avere successo sul mercato degli indici. Inoltre, il trading di indici ti aiuterà a replicare la performance economica di diversi paesi e settori e potrai capitalizzare su queste conoscenze andando a diversificare in altri mercati, come quello valutario.

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